UNA BREVE RIFLESSIONE SULLO SCIOPERO DEI GIUDICI DI PACE

gennaro-torrese-presidente-ordine-avvocati-torre-annunziataLo sciopero indetto dall’Unione Nazionale dei Giudici di Pace in questi giorni, mi induce ad alcune riflessioni.
E’ fuor di dubbio che tutti gli scioperi abbiano pari dignità, ma quando ad esserne interessati sono settori di particolare rilevanza sociale come la Sanità o la Giustizia, è giusto cercare un livello più approfondito di analisi.
Sostanzialmente la protesta nasce da un progetto di riforma orientato a creare una magistratura onoraria non professionale, come ha espressamente affermato il ministro Orlando, che comporterebbe una ulteriore precarizzazione per coloro che rivestono tale ruolo.
Da molti anni a questa parte vi è stato un progressivo e sempre più intenso utilizzo della magistratura onoraria a partire dalle vecchie Preture, passando per le sezioni Stralcio fino ad arrivare ad oggi.
Sì è cosi potuta scongiurare la paralisi, in particolare nel settore civile, del sistema Giustizia.
Nessuno può mettere in discussione la necessità di profondi e radicali cambiamenti del nostro comparto, ma la riforma che dovrebbe essere licenziata dal Governo nelle prossime settimane, rinnega sia la storia recente della Giustizia in Italia sia la richiesta avanzata già da tempo dall’Avvocatura di procedere verso una maggiore specializzazione di tutti gli operatori del diritto.
Quando ho l’onore, ma anche la grande responsabilità di tenere a battesimo i neo avvocati durante la cerimonia di giuramento, che ritengo uno dei momenti più significativi per un Presidente dell’Ordine, non dimentico mai di spronare i nostri giovani colleghi a scegliere un settore in cui specializzarsi, essendo sempre più difficile pensare ad un professionista generalista in un ambito così complesso e vasto come quello giuridico.
Tale considerazione non può che essere valida per tutti gli operatori del diritto, compresi i magistrati togati ed onorari.
Proprio per questo i cardini della “Riforma Orlando” appaiono del tutto incomprensibili ed alcune volte anche paradossali.
Infatti da un lato si aumenta ulteriormente la competenza degli Uffici del Giudice di Pace, ricomprendendovi attività di particolare delicatezza come la volontaria giurisdizione e le esecuzioni, ma dall’altro si prevede per loro un ruolo di “figli di una giurisdizione minore” ritenendoli utili solo a svolgere un numero limitatissimo di udienze, come se l’attività di “ius dicere” si potesse svolgere nei ritagli di tempo e non necessitasse di studio, aggiornamento e pratica continua per mantenere la giusta forma mentis.
Per questi motivi il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che mi onoro di rappresentare, ha adottato un documento di sostegno alla magistratura onoraria per le sue rivendicazioni che troverete in allegato.

Avv. Gennaro Torrese

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